
E' successo di nuovo. Una mia amica è stata mollata ed è venuta a piangere sulla mia spalla.
E questa manco sa che sono gay; o almeno non lo sa direttamente da me, ma penso che le solite personcine perfide che conosciamo entrambi l'abbiano a tempo debito ben informata. Vabbè. M'arimbarza.
Però non capisco perchè vengono sempre a piangere da me. Non che mi dia problemi ma non capisco perchè sono il primo a cui pensano. Solo di quest'anno è già la terza persona, due donne e un uomo.
Oltretutto non è che riesca poi ad essere così originale nel consolarle, anche perchè più che ripetere sempre le solite cose non si può far molto. Ora che ci penso credo che il mio pregio, immodestamente parlando, sia questo: so ascoltare e non soggettivizzo la situazione, cioè rimane lei/lui il soggetto dell'argomento e non inizio le frasi con:"Io, ad esempio....".
Sì, credo sia questo. Però ieri sera è stata dura, anche se poi oggi pomeriggio l'ho vista già un filo meglio. Speriamo.
Quando lei mi ha raccontato alcuni particolari della storia che ancora non conoscevo e di come lui l'ha mollata, con una motivazione così assurda (che purtroppo non posso riportare qui), non sapevo se andare da questo tizio a prenderlo a sberle o complimentarmi per la sua enorme creatività e poi ovviamente prenderlo a sberle.
Alzi la mano chi non si è beccato qualche fregatura sentimentale. In ambito gay poi la percentuale è altissima e pure io ho ancora qualche magone da sciogliere definitivamente.
Il problema non è essere etero o gay, il problema enorme è schivare gli stronzi.
Stasera torno da lei, anche perchè ho come la sensazione che stia già facendo scorta di Prozac.